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Anthropic cresce con Claude, ma i contratti per i chip la obbligano a correre

Il prospetto per la Borsa rivela ricavi in forte aumento e impegni infrastrutturali di lunga durata

Marta Jam
Marta Jam29 ottobre 2026
Anthropic cresce con Claude, ma i contratti per i chip la obbligano a correre
Foto di Brecht Corbeel da Unsplash

321,4 miliardi di dollari: è la stima degli obblighi futuri per contratti di leasing, soprattutto legati alla capacità di calcolo, che Anthropic aveva sottoscritto ma che non erano ancora iniziati al 30 giugno 2026. La cifra compare nel prospetto S-1 depositato il 26 ottobre, il documento con cui la società si prepara a quotarsi negli Stati Uniti. Non è una spesa da pagare domani: i contratti possono durare fino a vent’anni. Ma rende concreta una domanda che riguarda il futuro di Claude: cosa succede se l’uso dell’intelligenza artificiale cresce meno degli impegni presi per alimentarla?

Anthropic non è una società senza clienti in cerca di una giustificazione per spendere. I ricavi aumentano rapidamente e Claude è già usato nelle aziende. La sua scommessa, però, ha due velocità: i clienti pagano in larga parte in base a quanto consumano, mentre molta della potenza informatica viene prenotata con anni di anticipo. È come ampliare una fabbrica per soddisfare ordini attesi, prima di sapere quanti ne arriveranno davvero.

Claude vende abbastanza da crescere. Non ancora da rendere tranquilli i conti

Secondo il prospetto di Anthropic, nei primi sei mesi del 2026 i ricavi sono stati 16,3 miliardi di dollari, contro 1,2 miliardi nello stesso periodo del 2025. Oltre 6.000 clienti generavano almeno 100.000 dollari di ricavi su base annua al 30 giugno; insieme, questo gruppo ha prodotto circa il 74% dei ricavi del semestre. Non significa che tre clienti su quattro spendano quella cifra: significa che una quota elevata delle entrate arriva da organizzazioni che usano Claude in modo consistente.

Il secondo trimestre si è chiuso con 974 milioni di dollari di utile operativo, cioè ricavi superiori ai costi dell’attività ordinaria. Sull’intero semestre, però, il risultato operativo era ancora negativo per 693 milioni. La perdita netta di 80,7 miliardi va letta separatamente: comprende, fra le altre voci, 72,4 miliardi di variazioni contabili nel valore di strumenti convertibili e derivati. Confondere quella perdita con denaro speso per far funzionare Claude darebbe un’immagine distorta del business; ignorare i futuri pagamenti per l’infrastruttura sarebbe l’errore opposto.

I clienti possono ridurre l’uso di Claude; Anthropic non può spegnere i contratti

Al 30 giugno, Anthropic indicava anche 265,6 miliardi di dollari di acquisti futuri minimi garantiti, principalmente per servizi cloud e infrastrutture. Dopo quella data ha firmato o modificato altri accordi per circa 245 miliardi di obblighi minimi futuri, alcuni subordinati a condizioni contrattuali. Sono categorie e scadenze diverse: sommarle in un’unica cifra e chiamarla «debito da pagare subito» sarebbe fuorviante. Mostrano, però, quanto spazio Anthropic abbia già riservato alla crescita futura.

Che cos’è la capacità di calcolo?

È la potenza dei computer necessaria sia per addestrare nuovi modelli di intelligenza artificiale sia per rispondere alle richieste degli utenti. Per Anthropic significa soprattutto accesso a chip, server e data center: senza capacità sufficiente, Claude non può servire tutti i clienti né migliorare allo stesso ritmo.

In una nota di ricerca pubblicata il 26 ottobre, l’analista Harrison Rolfes di PitchBook stima circa 90 miliardi di dollari l’anno di pagamenti fissi per la capacità di calcolo dal 2027 al 2030. È una stima dell’analista, non un calendario di scadenze comunicato da Anthropic. PitchBook osserva inoltre che molti ricavi dipendono dal consumo effettivo: un’impresa cliente può rallentare l’uso di Claude più facilmente di quanto Anthropic possa liberarsi dei propri impegni infrastrutturali.

La crescita non è facoltativa per questa società: i contratti la presuppongono.

Harrison RolfesPitchBook, nota di ricerca del 26 ottobre 2026; traduzione nostra

Far progettare Claude con Claude accelera la ricerca, non garantisce i ricavi

Per usare meglio la potenza acquistata, Anthropic impiega già Claude nel lavoro dei suoi ricercatori: scrittura e revisione del codice, valutazioni e sviluppo dei modelli successivi. Nel prospetto chiama questo processo «closing the loop», cioè chiudere il ciclo tra un modello e quello che verrà dopo. L’analogia è quella di un’officina che usa i propri utensili per costruirne di migliori. È una strategia concreta, ma non dimostra che Claude possa migliorarsi da solo senza supervisione umana, né che ogni progresso produrrà abbastanza vendite da coprire gli impegni presi.

La velocità può superare i controlli

Nello stesso prospetto Anthropic avverte che usare l’intelligenza artificiale per accelerare la ricerca potrebbe far avanzare le capacità dei modelli più rapidamente delle verifiche di sicurezza. La società cita anche la possibilità di rallentare o limitare il rilascio di nuovi modelli quando lo ritiene necessario.

La questione ci riguarda già in Italia. Anthropic ha annunciato nel maggio 2026 un ufficio a Milano e indica collaborazioni con aziende italiane, fra cui Generali, Enel e Pirelli. Per chi valuta Claude in azienda, i numeri del prospetto suggeriscono una domanda più utile di «quanto è potente il prossimo modello?»: il fornitore riuscirà a mantenere capacità, prezzi e controlli affidabili anche quando la corsa alla crescita diventerà più costosa?

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