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Microsoft offre l'uscita volontaria a 60.000 dipendenti

Il piano riguarda quattro Paesi e arriva mentre crescono gli investimenti nell'AI

Roberto Felicetti
Roberto Felicetti26 ottobre 2026
Microsoft offre l'uscita volontaria a 60.000 dipendenti
Foto di Jonathan Kemper da Unsplash

Microsoft ha aperto un programma di uscita volontaria a circa 60.000 dipendenti: più di un quarto dei 223.000 lavoratori che contava a fine giugno 2026. Il numero colpisce, ma va letto correttamente: indica quante persone possono ricevere un'offerta, non quante perderanno il lavoro. L'iniziativa riguarda team selezionati negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada e in India, secondo The Verge.

La notizia non è soltanto la dimensione del piano. Una delle aziende che investono di più nell'intelligenza artificiale sta offrendo a parte del personale un percorso per andarsene, mentre continua a finanziare i prodotti e le infrastrutture su cui punta per crescere. È un segnale di come la corsa all'AI possa ridisegnare le priorità di spesa e l'organizzazione del lavoro, senza dimostrare, da sola, che quei posti siano già stati sostituiti da software.

60.000 offerte possibili non sono 60.000 licenziamenti

Nel messaggio pubblicato il 26 ottobre, Amy Coleman, responsabile del personale di Microsoft, definisce il programma temporaneo e volontario. Ai dipendenti idonei sono promessi un sostegno economico e risorse per pianificare il percorso professionale successivo. L'accesso è riservato ai lavoratori fino al livello interno 70 dei team partecipanti: non è quindi un'offerta aperta indistintamente a tutta l'azienda, e Microsoft non ha pubblicato nel messaggio l'importo dei pacchetti.

Che cos'è un'uscita volontaria?

È una proposta che un'azienda rivolge a dipendenti idonei perché scelgano se lasciare il posto a determinate condizioni. È diversa da un licenziamento deciso dall'azienda. In questo caso Microsoft offre sostegno economico e risorse di orientamento, ma non ha reso pubbliche le condizioni economiche individuali.

Il perimetro segue le esigenze dei diversi gruppi di lavoro. Secondo le fonti interne sentite da The Verge, partecipano anche team legati a Copilot, Windows e Xbox, mentre altri, tra cui sicurezza e marketing, restano fuori. A luglio Microsoft aveva già annunciato l'eliminazione di circa 4.800 ruoli; aveva inoltre comunicato che oltre il 30% degli aventi diritto aveva aderito a un precedente programma di pensionamento volontario, distinto da quello attuale. L'esito di quel piano non permette però di prevedere quanti accetteranno la nuova offerta.

I conti crescono, ma costruire l'AI costa sempre di più

I numeri del rapporto annuale 2026 di Microsoft raccontano due movimenti simultanei. I ricavi dell'esercizio chiuso il 30 giugno sono aumentati del 18%, a 331,8 miliardi di dollari. Nello stesso periodo gli acquisti di immobili, impianti e attrezzature — una voce che comprende anche le infrastrutture informatiche — sono saliti da circa 64,6 a 115,9 miliardi. Sono spese che crescono molto più rapidamente dei ricavi.

Per capire la tensione, basta pensare a un'azienda che debba ampliare enormemente i propri stabilimenti mentre continua a vendere bene: la crescita non elimina la necessità di scegliere dove impiegare il capitale. Nel caso di Microsoft, quei «nuovi stabilimenti» includono i data center, cioè le strutture che ospitano i computer necessari a far funzionare servizi cloud e sistemi di AI. Il rapporto annuale collega esplicitamente parte dell'aumento dei costi agli investimenti nell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale.

Il piano non prova che l'AI abbia sostituito i dipendenti

Investimenti nell'AI e offerte di uscita stanno avvenendo nello stesso periodo, ma questo non basta a stabilire un rapporto diretto di causa ed effetto per ciascun ruolo. Nel comunicato sui tagli di luglio, Microsoft aveva dichiarato che i ruoli eliminati allora non venivano sostituiti dall'AI, pur riconoscendo che l'AI sta cambiando le attività quotidiane. ([blogs.microsoft.com](https://blogs.microsoft.com/blog/2026/07/06/the-latest-in-our-company-transformation/))

In Italia il piano non si applica, ma il cambiamento ci riguarda

L'Italia non figura tra i quattro Paesi inclusi nell'offerta annunciata. Qui, però, si vede l'altra faccia della stessa strategia: Microsoft ha annunciato nel 2024 un investimento da 4,3 miliardi di euro nell'arco di due anni per ampliare l'infrastruttura cloud e AI nel Paese. Le decisioni sul personale comunicate oggi non vanno quindi lette come un piano di uscite per i dipendenti italiani.

Per chi lavora nella tecnologia, la questione da osservare non è se domani ogni mansione sarà automatizzata. È come le aziende distribuiranno risorse e persone mentre costruiscono servizi di AI: quali competenze cercheranno, quali attività cambieranno e quali team vorranno mantenere. I 60.000 destinatari possibili dell'offerta sono, per ora, una misura dell'ampiezza della riorganizzazione proposta da Microsoft, non un conteggio dei posti scomparsi.

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