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Google apre agli annunci basati su Gmail e Foto: cosa cambia con l'AI

La nuova informativa prevede un'eccezione per chi collega i propri contenuti ad altri servizi Google

Roberto Felicetti
Roberto Felicetti24 ottobre 2026
Google apre agli annunci basati su Gmail e Foto: cosa cambia con l'AI
Foto di BoliviaInteligente da Unsplash

Un'informazione ricavata da una tua email potrebbe contribuire a scegliere gli annunci che vedi. Dal 16 ottobre 2026, l'informativa sulla privacy di Google non esclude più in modo assoluto l'uso dei contenuti di Gmail, Drive e Google Foto per la pubblicità personalizzata: introduce un'eccezione per chi sceglie di renderli disponibili ad altri servizi Google che supportano gli annunci. Non significa che l'intera casella di posta venga automaticamente usata per mostrare pubblicità. Significa che collegare i propri contenuti a un servizio più «intelligente» può avere anche una conseguenza pubblicitaria.

È qui che cambia il patto con l'utente. La Personal Intelligence, la funzione con cui l'intelligenza artificiale (AI) di Google usa informazioni provenienti da più app per dare risposte pertinenti, promette di farti risparmiare ricerche tra email e foto. Ma quando autorizzi quel collegamento, devi guardare anche alle regole del servizio che riceve i dati, non soltanto a quelle dell'app in cui li hai conservati.

La promessa di Google ha ora una condizione

Nella nuova informativa sulla privacy, Google continua a dire che non mostra annunci personalizzati sulla base dei contenuti di Drive, Gmail o Google Foto. Subito dopo, però, precisa che il divieto non vale se l'utente sceglie di mettere i dati di queste app a disposizione di altri servizi Google che supportano la pubblicità personalizzata. È una differenza decisiva: la protezione non dipende più solo da dove si trova un'informazione, ma anche da a quali servizi hai permesso di accedervi.

Google indica Ricerca e le app Gemini tra i servizi che possono ricevere accesso ai dati per offrire esperienze personalizzate; fa inoltre l'esempio della Ricerca, che può elaborare alcuni dati autorizzati per personalizzare anche gli annunci. La formulazione descrive una possibilità legata alle impostazioni e al servizio collegato, non prova che ogni funzione Gemini utilizzi già email o foto per la pubblicità.

Che cosa vuol dire «personalizzare un annuncio»

Vuol dire scegliere quale pubblicità mostrare usando informazioni associate ai tuoi interessi o alle tue attività. È diverso dal consegnare una tua email o una foto a un inserzionista: nella documentazione della Ricerca, Google afferma che gli inserzionisti non ottengono accesso alla casella Gmail o alla libreria di Google Foto. Fonte: Centro assistenza Ricerca Google.

Non è la posta intera a finire negli annunci: contano le informazioni ricavate

La documentazione della Ricerca Google distingue tra il contenuto originale e ciò che il servizio ne ricava. Dice che gli annunci non si basano direttamente sull'intera casella Gmail o sulla libreria di Google Foto; se colleghi le app alla Ricerca, però, il servizio può usare riassunti, estratti e deduzioni tratti da quei contenuti per personalizzare l'esperienza, e le stesse informazioni possono contribuire agli annunci. È come permettere a un assistente di consultare una prenotazione: non deve consegnare il messaggio originale al negoziante per capire che stai organizzando un viaggio.

La distinzione riduce un equivoco, ma non cancella la domanda sulla privacy. Un riassunto o una deduzione può rivelare molto anche senza mostrare l'originale. Inoltre, Google spiega che il collegamento delle app alla Ricerca autorizza l'accesso nell'ambito dei suoi servizi di ricerca, che comprendono anche Maps e Shopping: vale dunque la pena leggere l'autorizzazione come una scelta che attraversa più prodotti, non come un interruttore valido solo per una risposta AI.

Scollegare un'app non cancella necessariamente la cronologia

Google precisa che scollegare Gmail o Google Foto, oppure eliminare dati dall'app originale, non elimina automaticamente ciò che è già presente nella cronologia dei servizi di ricerca. Questa va gestita separatamente. Fonte: Centro assistenza Ricerca Google.

In Italia la funzione va verificata, ma la scelta conta già

Per chi legge dall'Italia, non bisogna confondere il cambiamento dell'informativa con la disponibilità immediata di tutte le funzioni. Nell'elenco dei Paesi in cui Google indica disponibile il collegamento delle app di contenuti alla Ricerca, l'Italia non compare; Google avverte anche che alcune connessioni non sono disponibili in tutte le regioni. Nell'Unione europea, inoltre, il Digital Markets Act (DMA), la legge sui grandi operatori digitali, pone condizioni al riutilizzo dei dati personali tra servizi e richiede una scelta valida dell'utente nei casi previsti. Questo non equivale a dire che la nuova clausola sia vietata in Europa: vuol dire che la sua applicazione concreta va distinta da quella statunitense.

La precauzione più utile è controllare quali collegamenti hai autorizzato, anziché presumere che usare Gmail o Google Foto basti ad attivare l'eccezione. Nelle impostazioni di personalizzazione della Ricerca, Google indica i collegamenti a Workspace e Google Foto sotto Personal Intelligence; le opzioni visibili possono variare secondo il Paese e l'account. Nel Centro annunci puoi invece controllare la personalizzazione pubblicitaria. Sono scelte diverse: togliere il collegamento limita l'accesso ai contenuti per quella funzione, mentre intervenire sugli annunci riguarda la pubblicità personalizzata.

Quattro controlli da fare nel proprio account Google

  • Apri le impostazioni di personalizzazione della Ricerca e verifica se le app di contenuti risultano collegate.
  • Controlla separatamente le connessioni a Workspace e Google Foto e disattiva quelle che non vuoi usare.
  • Esamina le preferenze sugli annunci nel Centro annunci Google.
  • Se hai già usato le funzioni collegate, verifica anche la cronologia dei servizi di ricerca.

La questione non è scegliere tra un'AI utile e la privacy in astratto. È sapere, prima di collegare le app, se l'informazione che aiuta Google a risponderti potrà aiutare Google anche a decidere quale annuncio mostrarti.

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