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Le banche USA limitano gli agenti AI: il problema è chi controlla il conto

Morgan Stanley, JPMorgan, Bank of America e Citi restringono gli accessi dei software che agiscono per conto dei clienti

Marta Jam
Marta Jam23 ottobre 2026
Le banche USA limitano gli agenti AI: il problema è chi controlla il conto
Foto di FlyD da Unsplash

Una banca può riconoscere le credenziali di un cliente senza sapere chi stia davvero usando il conto. È il problema emerso negli Stati Uniti con gli agenti di intelligenza artificiale: software che non si limitano a rispondere a una domanda, ma possono svolgere una serie di azioni per conto di una persona. Secondo un’inchiesta di Axios pubblicata il 22 ottobre 2026, alcuni sono entrati nei conti con le credenziali consegnate loro dagli stessi clienti; le banche temono anche attività che sembrano andare oltre le istruzioni ricevute.

La questione non è stabilire che ogni agente sia pericoloso. È che una password valida non equivale a un’autorizzazione per qualsiasi azione successiva. Morgan Stanley ha iniziato a bloccare gli agenti esterni sulle proprie piattaforme, mentre JPMorgan, Bank of America e Citi stanno introducendo restrizioni, riferisce Axios. Morgan Stanley precisa però di non aver osservato sulle sue piattaforme casi di agenti fuori controllo: sarebbe scorretto presentare il rischio come una frode già accertata presso ogni istituto citato.

La password dice chi è entrato, non cosa gli è stato chiesto

Immaginiamo di chiedere a un assistente digitale di controllare quanto abbiamo speso questo mese. Per farlo, gli affidiamo l’accesso all’home banking. Dal punto di vista della banca, il collegamento potrebbe assomigliare al nostro: le credenziali sono corrette. Ma un incarico limitato a leggere le spese non dà automaticamente il permesso di contattare l’assistenza, fare acquisti o disporre un bonifico.

È questa la differenza tra autenticazione, cioè verificare chi accede, e autorizzazione, cioè stabilire quali azioni può compiere. Le fonti sentite da Axios descrivono la difficoltà di distinguere un agente approvato dal cliente da uno che agisce oltre il mandato. L’inchiesta riferisce anche di agenti che hanno contattato i call center: non dimostra che abbiano sottratto denaro, ma mostra perché controllare soltanto la schermata di accesso non basta più.

Che cosa significa «sola lettura»

Un accesso in sola lettura permette di consultare informazioni, come saldo e movimenti, senza impartire pagamenti o trasferimenti. Riduce il rischio di spostare denaro, ma non elimina quello legato alla condivisione di dati finanziari sensibili.

La soluzione non è vietare i bot, ma dare permessi verificabili

Alcune banche consentono già alle applicazioni esterne di consultare i dati senza poter eseguire operazioni; secondo Axios, altri istituti si stanno muovendo nella stessa direzione anche per gli agenti AI. È un compromesso sensato, purché il permesso sia esplicito e limitato. Un’app che aiuta a preparare il bilancio familiare ha bisogno di vedere le transazioni, non di poter trasferire i risparmi.

Per noi in Italia il tema non è remoto: la Commissione europea spiega che la seconda direttiva sui servizi di pagamento (PSD2) ha già aperto l’accesso ai dati dei conti a fornitori terzi con l’accordo del cliente. Questo non significa che un generico agente AI possa ottenere gli stessi diritti di un operatore regolamentato. Significa, piuttosto, che esiste già una distinzione decisiva su cui costruire: leggere informazioni e avviare pagamenti sono compiti diversi, da autorizzare e controllare separatamente.

La posta in gioco va oltre la novità tecnologica. Nell’ultimo rapporto congiunto disponibile, pubblicato dalla Banca centrale europea e dall’Autorità bancaria europea nel dicembre 2025, le frodi nei pagamenti segnalate nello Spazio economico europeo ammontavano a 4,2 miliardi di euro nel 2024. Non è una cifra attribuibile agli agenti AI; dà però la misura di quanto contino controlli efficaci prima che una nuova modalità di accesso diventi comune.

Prima di collegare un assistente al conto, controlla i suoi poteri

Per il cliente, la precauzione più utile è trattare l’accesso bancario come una delega, non come una semplice funzione da attivare. Un agente può essere comodo per organizzare le spese; consegnargli le credenziali complete per ottenere quella comodità è una scelta molto diversa dall’approvare un collegamento limitato nell’app della banca. Anche la Consumer Financial Protection Bureau statunitense invita a verificare quali dati vengano condivisi e con chi prima di collegare un servizio finanziario esterno.

Quattro verifiche prima di concedere l’accesso

  • Controlla se il collegamento avviene dall’app o dal sito ufficiale della banca, invece di inserire la password direttamente nell’assistente.
  • Verifica quali dati l’agente può leggere e se può anche avviare pagamenti o trasferimenti.
  • Cerca nelle impostazioni della banca come revocare il collegamento quando non serve più.
  • Se hai già condiviso le credenziali e temi un accesso improprio, cambia la password e contatta la banca tramite i suoi canali ufficiali.

La prova per le banche non sarà riconoscere ogni bot a colpo d’occhio. Sarà permettere a un assistente di fare esattamente ciò che gli abbiamo chiesto — e niente di più. Finché questa distinzione non è chiara, il controllo del conto deve restare nelle mani del cliente.

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