OpenAI strappa clienti ad Anthropic con sconti: il 90% non è per tutti
Rippling e Replit spostano lavoro su OpenAI, mentre DataCamp valuta un risparmio fino al 90%


Un risparmio fino al 90% sulla spesa per l'intelligenza artificiale sarebbe difficile da ignorare per qualsiasi azienda. È la prospettiva indicata da DataCamp mentre valuta un accordo con OpenAI, non uno sconto già applicato a tutti i clienti. La distinzione conta: nella nuova battaglia tra OpenAI e Anthropic, il prezzo che fa notizia può essere molto diverso da quello scritto nel listino.
Secondo un'inchiesta di The Information, OpenAI sta usando offerte aggressive per conquistare aziende che spendono molto sui modelli di Anthropic. La posta in gioco non è soltanto vendere più accessi a ChatGPT: è diventare il fornitore su cui altre imprese costruiscono i propri prodotti. Quando quel rapporto cambia, può cambiare anche l'app che usiamo ogni giorno.
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Rippling e Replit mostrano quanto velocemente può cambiare un cliente
A maggio, i modelli di Anthropic gestivano il 57% del lavoro di programmazione degli ingegneri di Rippling; quelli di OpenAI il 16%. Ora, secondo i dati comunicati dall'amministratore delegato Parker Conrad a The Information, le quote sono rispettivamente il 18% e il 52%. Non significa che Anthropic sia stata eliminata: significa che una parte consistente del lavoro è passata a un altro fornitore quando il rapporto tra costo e risultati è diventato più favorevole.
Per Replit, piattaforma con cui si creano applicazioni anche con l'aiuto dell'AI, The Information riferisce di uno sconto OpenAI superiore al 30% nell'ambito di un accordo da oltre 100 milioni di dollari annui. C'è però una sfumatura importante: come ha chiarito il CEO Amjad Masad a TechCrunch, OpenAI è diventata la scelta predefinita per Replit Agent, ma gli utenti possono ancora selezionare i modelli Anthropic. Cambiare il modello proposto per primo può spostare molta domanda senza togliere del tutto l'alternativa.
Il 90% è un risparmio ipotizzato, non uno sconto di listino
Il CEO di DataCamp stima un taglio dei costi dell'80-90% se l'azienda amplierà l'uso dei modelli OpenAI alle applicazioni destinate ai clienti. L'offerta descritta da The Information prevede invece uno sconto del 40% per determinati usi interni, legato anche all'adozione di Codex.
I listini non raccontano da soli la guerra dei prezzi
Per capire perché uno sconto negoziato possa pesare tanto, bisogna distinguere il listino dal contratto. Chi integra un modello nella propria app paga spesso in base ai token, piccole unità di testo elaborate in entrata e generate in uscita: un po' come distinguere i dati che inviamo a un servizio dalla risposta che riceviamo. I prezzi pubblici di OpenAI, quelli di Anthropic e quelli di DeepSeek danno un riferimento, ma non rivelano gli accordi riservati alle grandi aziende.
| Modello | Input per 1 milione di token | Output per 1 milione di token |
|---|---|---|
| OpenAI GPT-6.1 Sol | 2 dollari | 10 dollari |
| Anthropic Claude Sonnet 5.5 | 2 dollari | 10 dollari |
| DeepSeek Flash, tariffa di punta | 0,30 dollari senza cache | 1,20 dollari |
La tabella mostra perché sarebbe sbagliato tradurre la notizia in «OpenAI costa sempre il 90% meno di Anthropic». Due modelli hanno qui lo stesso prezzo pubblico per token; il risparmio di una singola azienda dipende invece dal modello scelto, dallo sconto ottenuto e da come cambia l'utilizzo. Il listino molto basso di DeepSeek aggiunge pressione competitiva, ma un token più economico non garantisce che il lavoro venga svolto altrettanto bene.
OpenAI può comprare terreno oggi, ma dovrà difenderlo domani
La strategia di OpenAI somiglia a quella di un fornitore disposto a guadagnare meno su un grande contratto pur di entrare nel processo di lavoro del cliente. The Information segnala che la crescita di Anthropic è rallentata tra il secondo e il terzo trimestre del 2026, pur restando elevata. Sarebbe però prematuro dichiarare conclusa la sfida: un modello migliore, un'assistenza più efficace o una nuova offerta possono convincere le aziende a spostare di nuovo la spesa.
La questione riguarda anche noi in Italia. OpenAI offre opzioni di residenza dei dati in Europa per alcuni servizi aziendali: la scelta di un fornitore, quindi, non si ferma al prezzo e richiede di verificare quali dati vengano trattati, dove e con quali condizioni contrattuali. Per un'impresa che compra AI, il preventivo più utile non è quello con la percentuale di sconto più alta, ma quello che regge alla prova dei costi e dei risultati reali.
Quattro verifiche prima di cambiare fornitore AI
- Confrontare la spesa totale prevista per le stesse attività, non soltanto il prezzo per token.
- Provare i modelli su esempi del proprio lavoro, misurando errori, tempi e interventi umani necessari.
- Controllare durata dello sconto, soglie di utilizzo e prezzo applicato quando vengono superate.
- Verificare dove vengono trattati i dati e quanto sia semplice tornare a un altro modello.


