Il solare supera il nucleare nel mondo, ma il risultato cambia secondo i dati
Il rapporto WNISR fotografa un sorpasso storico; un’altra analisi invita però a distinguere tra dati mensili e annuali.


Ottanta terawattora: è il vantaggio con cui il solare avrebbe superato il nucleare nella produzione mondiale di elettricità nel 2025, secondo il World Nuclear Industry Status Report 2026. Il suo confronto indica 2.783 terawattora (TWh) per il fotovoltaico e 2.703 TWh per le centrali nucleari. Un TWh equivale a un miliardo di chilowattora: misura quanta elettricità è stata effettivamente prodotta, non quanto un impianto potrebbe produrre in teoria.
Il traguardo richiede però una precisazione che cambia la lettura della notizia: non tutte le analisi concordano sul sorpasso nell’intero anno. Il centro studi Ember stima per il 2025 2.778 TWh dal solare e 2.812 TWh dal nucleare, dunque un lieve vantaggio dell’atomo. Sul sorpasso in diversi mesi del 2025, invece, il quadro è molto più chiaro. Capire perché i numeri differiscono è più utile che scegliere semplicemente il titolo più sorprendente.
In questo articolo
Un sorpasso cominciato nei mesi primaverili
La sequenza ricostruita dal World Nuclear Industry Status Report 2026 mostra che l’eolico ha prodotto più elettricità del nucleare nel marzo 2025 e che il fotovoltaico ha fatto altrettanto nell’aprile successivo. Il grafico mensile del rapporto, basato su dati Ember, segue poi l’andamento fino a giugno 2026: da marzo 2025, in ogni mese considerato almeno una tra le due fonti ha superato il nucleare.
Un mese, tuttavia, non è un anno. La produzione solare cresce quando le giornate si allungano nell’emisfero settentrionale e scende nei mesi meno luminosi; quella nucleare segue un profilo più regolare. È come confrontare gli incassi di due negozi nel loro mese migliore: il dato è reale, ma per stabilire chi vende di più nel complesso bisogna guardare l’intero calendario.
Produzione e potenza non sono la stessa cosa
La potenza installata, espressa in gigawatt (GW), indica quanta elettricità gli impianti potrebbero generare in un dato istante. La produzione, espressa in terawattora (TWh), somma l’energia effettivamente fornita nel tempo. Un pannello e un reattore con la stessa potenza nominale non producono necessariamente gli stessi TWh in un anno.
Perché WNISR ed Ember danno due risposte diverse
Per il confronto annuale, WNISR utilizza dati di produzione netta tratti dallo Statistical Review of World Energy dell’Energy Institute: l’elettricità disponibile dopo aver sottratto quella consumata dagli impianti stessi. Ember costruisce invece le proprie stime annuali di produzione lorda, cioè prima di tale sottrazione, a partire anche dai dati mensili. Le cifre non vanno quindi mescolate nella stessa classifica come se fossero state misurate con un unico metro.
| Fonte | Produzione mondiale nel 2025 | Criterio del confronto |
|---|---|---|
| Solare | 2.783 TWh | Produzione netta, dati usati da WNISR |
| Nucleare | 2.703 TWh | Produzione netta, dati usati da WNISR |
| Eolico | 2.687 TWh | Produzione netta, dati usati da WNISR |
La differenza non cancella il fenomeno principale: in tutte e due le analisi il fotovoltaico è ormai vicinissimo al nucleare su base annuale, dopo averlo superato in più mesi. Dice però qualcosa di importante sulla precisione dei titoli: «il solare ha superato il nucleare nel 2025» è una conclusione valida per la serie netta scelta da WNISR, non un risultato condiviso da ogni serie statistica. L’Agenzia internazionale dell’energia stima a sua volta per il solare quasi 2.700 TWh nel 2025 e segnala un nuovo massimo storico anche per la produzione nucleare.
Il nucleare non è scomparso: è il solare a correre più velocemente
Parlare di sorpasso non significa che le centrali nucleari stiano producendo sempre meno elettricità. La World Nuclear Association, l’associazione internazionale del settore, attribuisce al nucleare 2.702 TWh nel 2025: un record, superiore di 35 TWh al 2024. È una lettura che ricorda quanto questa fonte continui a contribuire all’approvvigionamento elettrico mondiale.
Il fotovoltaico, però, cresce a un’altra velocità. Secondo Ember ha aggiunto 636 TWh in un solo anno, circa il 30% in più rispetto al 2024; l’incremento del nucleare nella stessa analisi è di 35 TWh. La crescita solare è stata trainata soprattutto dalla Cina, ma anche Stati Uniti e Unione europea hanno aumentato la produzione. Non è dunque il racconto di una fonte che si spegne: è quello di una seconda fonte che si espande molto più rapidamente.
Più elettricità solare non significa elettricità disponibile a ogni ora
Il totale annuo non descrive quando l’energia arriva alla rete. Il solare produce nelle ore di luce; il nucleare può fornire elettricità con maggiore continuità. Per utilizzare quote crescenti di fotovoltaico servono anche reti, accumuli e consumi capaci di adattarsi alla produzione.
La sfida ora è usare l’energia quando serve
Una rete elettrica deve mantenere in equilibrio produzione e consumi in ogni momento. Aggiungere pannelli aumenta l’elettricità disponibile durante il giorno, ma non risolve da solo la domanda serale o i periodi di cielo coperto. Le batterie possono spostare parte dell’energia da un’ora all’altra, come un serbatoio che si riempie quando l’acqua abbonda e si svuota quando serve; non sostituiscono automaticamente ogni altra fonte o ogni intervento sulla rete.
La dimensione degli investimenti sta cambiando. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, nel 2025 sono stati aggiunti nel mondo 108 GW di capacità di accumulo a batterie, il 40% in più dell’anno precedente. La maggior parte dei nuovi impianti resta pensata per immagazzinare energia per poche ore: una risposta preziosa al divario tra pomeriggio e sera, non una soluzione unica per ogni stagione o per intere settimane senza sole.
È qui che il confronto tra solare e nucleare diventa meno simile a una gara e più a un problema di progettazione. Conta quanta elettricità ciascuna fonte può fornire, ma contano anche l’ora in cui arriva, i tempi necessari per realizzare gli impianti e la capacità della rete di trasportarla dove viene richiesta. Un TWh prodotto non vale meno perché arriva dal sole; semplicemente, il sistema deve essere organizzato per sfruttarlo.
Cosa raccontano questi numeri all’Italia
Per l’Italia la crescita del fotovoltaico è già concreta, non una previsione lontana. Secondo Terna, nel 2025 gli impianti solari italiani hanno prodotto il record di 44,3 TWh, il 25,1% in più rispetto al 2024. Nello stesso anno, però, l’insieme delle rinnovabili ha coperto il 41% della domanda elettrica, contro il 42% dell’anno precedente: la maggiore produzione solare è stata accompagnata da una minore produzione idroelettrica.
È un esempio vicino a noi del limite delle classifiche basate su un solo numero. Un record dei pannelli non garantisce da sé che tutto il sistema elettrico abbia usato meno altre fonti, così come il sorpasso mondiale sul nucleare non dice quale tecnologia sia più adatta a ogni ora del giorno. Per chi legge, la domanda pratica non è soltanto quanta nuova elettricità riusciremo a produrre, ma quanta sapremo far arrivare dove serve, quando serve.


