Microsoft Teams userà l’AI per riconoscere le truffe nelle chat esterne
Il controllo esaminerà il contesto dei messaggi, anche quando non contengono link o allegati sospetti


Una truffa su Teams può cominciare senza un link da cliccare né un file da scaricare: basta un messaggio di un presunto tecnico che chiede aiuto per un problema urgente. Per intercettare anche questi tentativi, Microsoft introdurrà un controllo basato sull’intelligenza artificiale (AI) che valuta il contesto della conversazione, non soltanto la presenza di elementi già riconosciuti come pericolosi. È un cambio di prospettiva: l’allarme può scattare prima che la richiesta diventi esplicitamente dannosa.
Il messaggio inviato da Microsoft agli amministratori di Microsoft 365 il 21 ottobre 2026 prevede un rilascio limitato a partire dall’inizio di novembre e una disponibilità generale mondiale dall’inizio alla metà di dicembre 2026. Sono date previste, non la conferma che la protezione sia già attiva per tutti. Per chi usa Teams in Italia, la novità riguarda soprattutto le prime chat avviate da persone esterne alla propria organizzazione, come fornitori o contatti sconosciuti.
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Il messaggio pericoloso non ha sempre un link
Il phishing è un tentativo di ingannare qualcuno per ottenere informazioni, denaro o accesso a un dispositivo. L’ingegneria sociale è la tecnica che sfrutta fiducia, fretta o autorità apparente per convincere una persona a compiere quell’azione. Un filtro che cerca soltanto indirizzi web malevoli somiglia a un controllo all’ingresso che ispeziona i pacchi: è utile, ma non riconosce chi entra fingendo di essere un collega. Microsoft dice che il nuovo rilevamento cercherà anche segnali di impersonificazione e intenzioni ingannevoli nelle conversazioni.
Il rischio non è teorico. In una ricostruzione pubblicata ad aprile 2026, i ricercatori di sicurezza Microsoft descrivono attaccanti che si presentavano su Teams come addetti all’assistenza informatica e persuadevano i dipendenti ad avviare strumenti legittimi di accesso remoto. Il gruppo di formazione sulla sicurezza KnowBe4 ha inoltre rilevato, nel proprio campione, un aumento del 41% degli attacchi basati su Teams tra ottobre 2025 e marzo 2026: un dato della sua ricerca, non una misura di tutti gli attacchi nel mondo.
Che cosa significa «valutare il contesto»
Il controllo non si limita a cercare un link noto come pericoloso: considera ciò che viene detto nella chat per individuare possibili comportamenti di phishing. Microsoft non ha però pubblicato dettagli sufficienti per stabilire quanto sarà accurato in ogni situazione.
«Non addestriamo l’AI» non significa «non analizziamo i messaggi»
La distinzione sulla privacy è essenziale. Per giudicare il contesto, il sistema deve elaborare il contenuto della conversazione. Microsoft afferma però che il sistema di rilevamento non conserva i messaggi dei clienti per addestrare modelli AI o per altri usi secondari. Specifica inoltre che questa funzione non servirà a produrre riassunti, misurare la produttività, monitorare gli utenti o mostrare pubblicità. Analizzare un messaggio per cercare una minaccia e conservarlo per migliorare un modello sono operazioni diverse.
La promessa delimita lo scopo dichiarato della nuova funzione, ma non equivale a dire che Teams non abbia altre regole di conservazione dei messaggi o strumenti di sicurezza aziendale. Il punto da verificare nel tempo sarà quanto chiaramente Microsoft spiegherà il funzionamento del controllo e i suoi errori: un falso allarme potrebbe interrompere una conversazione legittima, mentre un messaggio non segnalato potrebbe comunque essere una truffa. La pagina di supporto Microsoft prevede infatti la possibilità di segnalare come non problematico un messaggio contrassegnato per errore.
Un avviso non è un verdetto
Microsoft indica che, durante la verifica iniziale della qualità, il rilevamento potrebbe operare senza mostrare avvisi. Anche quando gli avvisi saranno visibili, la loro assenza non sarà una garanzia che il contatto sia affidabile.
La protezione arriverà da sola, ma la verifica resta nostra
Secondo la comunicazione di Microsoft, gli amministratori non dovranno configurare nulla per attivare il nuovo controllo. Per la maggior parte degli utenti si concentrerà sui primi contatti esterni, nelle chat individuali e di gruppo; su smartphone, computer e web potrà comparire un avviso quando Teams individua un possibile tentativo di phishing. Questo perimetro conta: non è un annuncio di analisi generalizzata di ogni conversazione interna. Microsoft segnala un’eccezione per alcuni utenti mobili in Cina, dove la protezione potrà estendersi anche a chat interne all’organizzazione.
La scelta più utile resta creare una pausa tra una richiesta inattesa e la risposta. Microsoft consiglia di controllare l’identità e l’indirizzo del mittente, soprattutto quando qualcuno chiede denaro o dati personali. Nelle truffe che imitano l’assistenza informatica, la sua stessa ricerca raccomanda di verificare il contatto attraverso un canale interno già conosciuto prima di concedere accesso remoto. L’AI può aggiungere un segnale d’allarme; non può sapere al posto nostro chi sia davvero autorizzato ad aiutarci.
Cosa fare quando un nuovo contatto esterno scrive su Teams
- Controlla indirizzo del mittente e organizzazione di provenienza, non soltanto il nome visualizzato.
- Verifica le richieste urgenti con il collega o il reparto interessato usando un contatto che conosci già.
- Non comunicare password, codici di verifica o informazioni finanziarie nella chat.
- Non avviare strumenti di assistenza remota su richiesta di un interlocutore inatteso; se sospetti una truffa, blocca e segnala il contatto.


