Anthropic fattura 16,8 miliardi nel trimestre, ma la crescita rallenta prima dell’IPO
Claude continua a vendere, ma Wall Street deve decidere quanto vale una crescita meno esplosiva.


Il futuro degli strumenti AI che usiamo per lavorare dipende anche da una domanda molto concreta: riescono a incassare abbastanza da sostenere i loro costi? Anthropic, l’azienda dietro Claude, ha comunicato a potenziali investitori 16,8 miliardi di dollari di ricavi nel terzo trimestre 2026. Sono circa il 45% in più rispetto al trimestre precedente, ma la crescita percentuale è molto inferiore a quella registrata in primavera, secondo le persone presenti all’incontro sentite da Reuters.
Il dato arriva mentre Anthropic prepara un’offerta pubblica iniziale, o Initial Public Offering (IPO): il passaggio con cui un’azienda vende azioni al pubblico e si quota in Borsa. L’operazione è attesa per novembre, ma al 15 ottobre 2026 non è ancora avvenuta e il prezzo delle azioni non è stato fissato. Il punto non è dunque stabilire se Claude abbia successo commerciale; è capire quanto gli investitori siano disposti a pagare oggi per i guadagni che sperano di vedere domani.
La questione riguarda anche noi: Anthropic ha annunciato a maggio un ufficio a Milano e indica già aziende italiane, tra cui Generali, Enel e Satispay, tra quelle che utilizzano Claude. Le prospettive finanziarie del fornitore non sono quindi soltanto una storia di Wall Street, ma interessano anche chi in Italia integra questi strumenti nel proprio lavoro.
Perché un aumento del 45% può sembrare un rallentamento
Per leggere i numeri bisogna distinguere tra ricavi, cioè quanto l’azienda incassa dalle vendite, e tasso di crescita, cioè quanto aumentano quegli incassi rispetto al periodo precedente. Reuters riferisce che Anthropic ha indicato 4,7 miliardi di dollari nel primo trimestre, 11,6 miliardi nel secondo e 16,8 miliardi nel terzo. I ricavi continuano dunque a salire; è la velocità percentuale della salita a essere diminuita.
| Periodo 2026 | Ricavi comunicati agli investitori | Variazione sul trimestre precedente |
|---|---|---|
| Primo trimestre | 4,7 miliardi di dollari | — |
| Secondo trimestre | 11,6 miliardi di dollari | Circa +147% |
| Terzo trimestre | 16,8 miliardi di dollari | Circa +45% |
L’analogia è quella di un negozio che passa da 47 a 116 ordini e poi a 168: nel terzo periodo vende più che mai, anche se non replica il balzo precedente. Nel caso di Anthropic, la differenza tra secondo e terzo trimestre è di circa 5,2 miliardi di dollari. Parlare semplicemente di «crollo» nasconderebbe questo aumento; ignorare il rallentamento percentuale, però, significherebbe perdere una parte essenziale della storia.
Ricavi trimestrali e ricavi annualizzati non sono la stessa cosa
Moltiplicare i 16,8 miliardi del trimestre per quattro produce 67,2 miliardi di dollari: è una semplice proiezione del ritmo attuale, non il fatturato già realizzato nell’intero 2026 né una previsione garantita.
Vendere AI è una cosa; guadagnarci stabilmente è un’altra
Chi ha partecipato alla presentazione riferisce che Anthropic ha dichiarato di essere stata redditizia su base rettificata nel terzo trimestre. «Rettificata» significa che il risultato viene calcolato escludendo alcune voci previste dalle normali regole contabili: è utile per osservare una parte dell’attività, ma non equivale automaticamente all’utile netto. The Information riporta, per esempio, un margine operativo rettificato dell’11% per i primi nove mesi del 2026 e precisa che il calcolo esclude costi rilevanti, come i compensi pagati ai dipendenti in azioni.
Secondo Axios, Anthropic ha inoltre comunicato agli investitori un flusso di cassa positivo nel trimestre: in quel periodo sarebbe entrato più denaro di quanto ne sia uscito. È un’indicazione diversa dal profitto contabile e va letta insieme alle spese future. Sviluppare e far funzionare i modelli richiede infatti capacità di calcolo, ossia l’insieme di chip e infrastrutture che eseguono i sistemi AI.
La domanda è se i clienti continueranno a pagare abbastanza da coprire quei costi mentre l’azienda cresce. In aprile Anthropic ha annunciato un accordo con Google e Broadcom per ampliare la capacità di calcolo a partire dal 2027: un segnale della domanda attesa, ma anche della scala degli impegni necessari per servirla. Più vendite non cancellano da sole il costo di costruire l’infrastruttura che le rende possibili.
I numeri raccontati agli investitori non sono ancora il prospetto definitivo
Ricavi, redditività rettificata e flusso di cassa sono emersi da un incontro privato. Per confrontare con precisione risultati e costi servirà leggere la documentazione pubblica della quotazione, quando disponibile.
La valutazione: da 965 miliardi all’ipotesi di 2.000 miliardi
A maggio 2026 Anthropic ha annunciato un finanziamento da 65 miliardi di dollari che attribuiva alla società una valutazione di 965 miliardi. Una valutazione è il prezzo teorico dell’intera azienda, non il denaro che ha incassato nell’anno. In vista dell’IPO, secondo The Information, alcuni banchieri hanno ipotizzato una cifra di 2.000 miliardi, mentre alcuni potenziali investitori ritengono che il prezzo potrebbe dover scendere anche sotto i 1.500 miliardi. Non sono valori ufficiali già stabiliti per la quotazione.
Per capire la distanza tra le ipotesi basta confrontarle, con tutte le cautele del caso, con i ricavi trimestrali proiettati su dodici mesi. Usando 67,2 miliardi di dollari come ritmo annuale puramente indicativo, una valutazione di 1.500 miliardi equivale a circa 22 volte i ricavi; una di 2.000 miliardi a circa 30 volte. In entrambi i casi chi compra scommette su molti anni di crescita e sulla capacità di trasformarla in utili durevoli. I calcoli non dicono quale sia il prezzo «giusto», perché partono da un solo trimestre e non tengono conto di tutti i costi.
C’è poi una domanda sulla qualità dei ricavi. The Information riferisce che, secondo una stima illustrata da Anthropic agli investitori, il 5-7% deriverebbe dalla distillazione: l’uso delle risposte di un modello per addestrarne un altro. Anthropic intende contrastare questi utilizzi e si aspetta che gli incassi collegati diminuiscano. È una quota minoritaria, ma mostra perché valutare un’azienda non significa guardare soltanto quanto fattura oggi: conta anche capire quali vendite potranno ripetersi domani.
Perché Claude è già una questione concreta per le aziende italiane
Anthropic vende più di un chatbot con cui conversare. Offre Claude Code, uno strumento che assiste gli sviluppatori nella scrittura e modifica del software, e servizi che le imprese possono integrare nei propri processi. In un comunicato di febbraio, l’azienda attribuiva a Claude Code ricavi a ritmo annualizzato superiori a 2,5 miliardi di dollari e affermava che l’uso da parte delle imprese rappresentava più della metà dei ricavi del prodotto. Sono dati comunicati dalla stessa Anthropic, riferiti a quel momento, non una scomposizione aggiornata del terzo trimestre.
In Italia il fenomeno non è soltanto in arrivo. Nell’annuncio relativo a Milano, Anthropic ha indicato, oltre ai grandi gruppi, l’impiego di Claude nei team di sviluppo di Satispay e di Claude Code presso Bending Spoons. Gli esempi sono presentati dall’azienda e non misurano l’adozione complessiva nel Paese; mostrano però che le decisioni prese a San Francisco possono riguardare strumenti già presenti nelle attività di imprese italiane.
Per chi usa questi servizi, il rallentamento dei ricavi non annuncia di per sé un cambiamento immediato. La conseguenza pratica è un’altra: osservare come Anthropic bilancerà prezzi, prestazioni e investimenti mentre cerca di convincere i mercati della solidità del suo modello economico. Un servizio AI può diventare indispensabile per il lavoro quotidiano; resta comunque importante sapere quanto sia sostenibile l’azienda che lo fornisce.
Le domande da tenere aperte prima della quotazione
Reuters riferisce che il debutto in Borsa potrebbe arrivare dopo le elezioni statunitensi di novembre. Fino alla pubblicazione dei documenti dell’offerta e alla definizione del prezzo, «IPO a novembre» resta quindi una prospettiva, non una data certa. La presentazione del terzo trimestre ha fornito un indizio forte sulla domanda di Claude, ma non chiude la discussione su costi e valutazione.
I ricavi di Anthropic stanno diminuendo?
Anthropic è già quotata in Borsa?
Un trimestre redditizio significa che Anthropic guadagna già in modo stabile?
La prova più interessante dell’IPO non sarà vedere se Claude sa fare cose impressionanti. Sarà scoprire quanto costa continuare a farle, su scala sempre più grande.


