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La Svezia protegge il contante: obbligo di accettarlo per cibo e farmaci

Dal luglio 2026, la risposta ai rischi digitali combina banconote, carte utilizzabili offline e nuove regole per i negozi.

Marta Jam
Marta Jam
14 ottobre 2026·6 minuti di lettura
La Svezia protegge il contante: obbligo di accettarlo per cibo e farmaci
Foto di SumUp da Unsplash

Se paghi quasi sempre con lo smartphone, la scelta della Svezia riguarda anche te: basta che la rete smetta di funzionare perché un acquisto ordinario diventi complicato. Nel Paese simbolo dei pagamenti digitali, solo il 5% degli intervistati ha usato contanti per l’ultimo acquisto in negozio nel 2025. Eppure la banca centrale consiglia di tenere in casa circa 1.000 corone per ogni adulto, come riserva per comprare beni essenziali in caso di emergenza. Sono due risultati della rilevazione sulle abitudini di pagamento della Riksbank e delle sue raccomandazioni pubblicate nel marzo 2026.

La novità non è un ritorno generalizzato alle banconote. Dal 1° luglio 2026, i negozi di alimentari e le farmacie svedesi devono, con alcune eccezioni, accettare contanti alle casse presidiate. Nella stessa data sono state ampliate le possibilità di pagare con alcune carte anche quando manca la connessione dati: la strategia è avere più modi per concludere lo stesso acquisto, non scegliere una volta per tutte tra carta e contante. Lo confermano il Parlamento svedese e la Riksbank.

La domanda, per noi in Italia, è altrettanto concreta: se salta il collegamento tra un negozio e il circuito di pagamento, con che cosa possiamo comprare cibo o medicine? L’esperienza svedese mostra che la preparazione non dipende soltanto da ciò che abbiamo nel portafoglio, ma anche da ciò che i negozi e le banche sono ancora in grado di far funzionare.

Il contante cala, ma resta difficile farne a meno

La digitalizzazione svedese non si è fermata. Nell’indagine della Riksbank, basata su 2.008 persone intervistate nel settembre 2025, la quota di chi aveva pagato in contanti l’ultimo acquisto in un negozio fisico è scesa dal 10% del 2023 al 5% del 2025. Quindici anni prima era al 40%. Il dato descrive l’ultimo acquisto dichiarato dagli intervistati, non la percentuale di tutte le transazioni effettuate nel Paese: è una distinzione importante quando si confrontano statistiche diverse.

La stessa ricerca restituisce però un quadro meno lineare di quello suggerito dall’espressione «società senza contanti». Quasi metà degli intervistati giudica negativamente un’ulteriore diminuzione dell’uso delle banconote; circa una persona su tre, tra quelle che hanno voluto pagare in contanti in negozio, riferisce di essersi vista rifiutare quel metodo. Usare raramente un’opzione non significa volerla perdere: è un po’ come non usare quasi mai la ruota di scorta, pur volendo averla disponibile quando serve.

Il problema riguarda anche chi fatica a usare applicazioni e servizi bancari digitali. La Riksbank osserva che pagare manualmente certe spese è diventato più difficile: i luoghi dove si può saldare una bolletta allo sportello, senza essere clienti di una banca specifica, erano scesi a 32 nel rapporto del marzo 2026. Conservare un’alternativa, quindi, serve sia nelle crisi sia nella vita quotidiana di chi non può affidarsi sempre a uno schermo.

Cosa cambia nei negozi e nelle farmacie svedesi

La legge entrata in vigore il 1° luglio 2026 interviene sul punto più pratico: una banconota è una riserva utile solo se qualcuno può accettarla. Per questo prevede l’accettazione dei contanti nei punti vendita fisici di alimentari e farmacie dotati di cassa presidiata. Il Parlamento ha approvato anche misure per rendere disponibili i versamenti di contante ai consumatori e servizi per la gestione degli incassi e del resto da parte delle imprese. Non è soltanto una regola per chi compra: è un tentativo di mantenere operativa l’intera filiera del contante.

Non significa, però, che ogni esercizio debba accettare qualunque somma in qualunque circostanza. La norma riguarda le casse presidiate, pone limiti all’importo della singola operazione e al numero di monete e contempla eccezioni, fra cui problemi di sicurezza e costi tali da mettere a rischio l’apertura del punto vendita. Presentarla come un obbligo assoluto per tutti i negozi svedesi sarebbe inesatto.

Che cos’è la «filiera del contante»

Non basta stampare banconote: qualcuno deve distribuirle, consentire i prelievi, fornire resto ai negozi, ritirare gli incassi e riportarli nei conti bancari. Se questi passaggi scompaiono, il contante diventa difficile da usare anche per chi lo tiene già in casa. Fonte: Riksbank, Payments Report 2026.

La scelta ha un costo organizzativo: gestire denaro fisico richiede personale, sicurezza e trasporto. Ma affidarsi a un solo metodo di pagamento concentra il rischio. La Svezia sta cercando un equilibrio: lasciare che il digitale resti la soluzione più comoda nella normalità, senza dismettere l’infrastruttura alternativa prima di averne bisogno. La Riksbank descrive il mantenimento di questa infrastruttura come una questione di cooperazione tra soggetti pubblici e privati.

La seconda difesa: pagare con la carta senza connessione

Accanto alle banconote c’è una soluzione meno visibile. Dal 1° luglio 2026, un accordo coordinato dalla Riksbank ha ampliato la possibilità di pagare beni essenziali con determinate carte fisiche anche durante interruzioni della comunicazione dati. Riguarda, fra l’altro, alimenti, farmaci e carburante; secondo la banca centrale copre la grande maggioranza delle carte Visa e Mastercard emesse a maggiorenni dagli istituti aderenti. Non equivale a dire che ogni carta, negozio o distributore svedese funzioni sempre senza rete.

Come funziona un pagamento «offline»

Normalmente il terminale contatta gli intermediari per verificare la transazione. Nella modalità offline descritta dalla Riksbank, si inserisce la carta fisica nel terminale e si digita il codice personale, detto Personal Identification Number (PIN). Entro certi limiti, il chip autorizza l’acquisto; il terminale lo registra e trasmette i dati quando torna la connessione. Non è una funzione del pagamento con lo smartphone.

L’accordo è pensato per interruzioni della comunicazione dati fino a sette giorni. È una protezione specifica, non una garanzia contro ogni blackout: se nel negozio non c’è elettricità e il terminale non funziona, la modalità offline non risolve da sola il problema. Anche il contante ha bisogno di condizioni minime per essere speso, come un esercizio aperto, personale disponibile e resto. La spiegazione tecnica della Riksbank distingue infatti l’assenza di connessione dal funzionamento del terminale.

La combinazione di soluzioni è il punto: i contanti non richiedono di contattare una banca per ogni acquisto, mentre una carta abilitata all’uso offline può aiutare quando la rete è interrotta ma il negozio è operativo. Per Swish, il servizio svedese di pagamenti tramite telefono, la Riksbank ha annunciato uno studio su una possibile funzione offline: non va confusa con una disponibilità già introdotta.

La lezione per l’Italia non è copiare le 1.000 corone

Il punto di partenza europeo è diverso da quello svedese. Nello studio sui pagamenti dei consumatori nell’area euro, la Banca centrale europea rileva che nel 2024 il contante era stato usato nel 52% delle transazioni presso i punti vendita fisici dell’area, in calo dal 59% del 2022. La cifra non è direttamente confrontabile con il 5% svedese: la prima misura le transazioni rilevate nello studio europeo, la seconda la risposta degli intervistati svedesi sul loro ultimo acquisto. Mostra comunque perché, anche per noi, mantenere più possibilità di pagamento resta un tema attuale.

Le 1.000 corone per adulto sono un riferimento indicativo svedese, non una somma da convertire automaticamente in euro o una regola italiana. La Riksbank la collega a circa una settimana di acquisti essenziali e precisa che le esigenze cambiano da famiglia a famiglia. Suggerisce inoltre di distribuire la riserva in tagli diversi: avere soltanto una banconota di grande valore può rendere più difficile pagare una piccola spesa.

Quattro verifiche pratiche per non dipendere da un solo pagamento

  • Tieni una piccola riserva di contanti commisurata alle necessità della tua famiglia, preferibilmente in tagli utili per le spese quotidiane.
  • Conserva una carta fisica utilizzabile e assicurati di ricordarne il PIN: il telefono, da solo, non sostituisce sempre la carta.
  • Se possibile, non affidarti a un’unica carta o a un’unica applicazione; verifica però con la tua banca quali funzioni sono davvero disponibili.
  • Individua per tempo dove puoi prelevare contanti e quali esercizi essenziali della tua zona li accettano.

La soluzione svedese non è automaticamente disponibile in Italia

L’ampliamento dei pagamenti con carta offline descritto dalla Riksbank deriva da un accordo con operatori del mercato svedese. Non bisogna presumere che la propria carta o il terminale del negozio sotto casa offrano le stesse possibilità.

La conclusione più utile non è scegliere tra modernità e banconote. È chiedersi se, quando il metodo abituale smette di funzionare, ne abbiamo davvero un altro pronto all’uso.

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