Character.ai in Chapter 11: Disney offre 20 milioni, ma non compra l'app
L'offerta riguarda una licenza tecnologica; il futuro della piattaforma dipende dalla vendita supervisionata dal tribunale.


Se hai creato un personaggio su Character.ai o conservi lì conversazioni a cui tieni, la domanda immediata è se potrai ancora ritrovarle. Il fatto sorprendente è questo: Disney offre 20 milioni di dollari, ma la sua proposta non garantisce la sopravvivenza dell'app. Character.ai ha avvertito che, se la vendita non produrrà un'offerta capace di mantenere operativa la piattaforma, il servizio verrà chiuso. Lo spiegano il messaggio agli utenti e il comunicato della società.
Il 12 ottobre 2026 Character Technologies, la società dietro Character.ai, ha avviato volontariamente negli Stati Uniti una procedura di Chapter 11, cioè un percorso giudiziario che le consente di cercare una vendita mentre continua a operare. Disney è l'offerente iniziale per una licenza su parte della tecnologia e per alcune pretese giuridiche della società: non è stata annunciata come acquirente dell'intera piattaforma. Per ora il sito funziona e gli abbonamenti restano attivi.
La vicenda riguarda anche noi in Italia: chi usa il servizio da qui dipende dalla stessa piattaforma e può richiedere oggi una copia dei propri dati. Per capire perché valga la pena farlo, bisogna distinguere tre cose che nei titoli rischiano di confondersi: la procedura fallimentare, l'offerta di Disney e il destino dell'app.
Il Chapter 11 non spegne Character.ai da un giorno all'altro
Character.ai permette di conversare con personaggi creati dagli utenti e di costruire storie interattive attraverso l'intelligenza artificiale. Non è una piccola raccolta di chatbot: in un articolo tecnico pubblicato nel febbraio 2025, l'azienda dichiarava oltre 20 milioni di utenti attivi mensili. È un dato storico fornito dalla società, non una misura aggiornata all'ottobre 2026, ma aiuta a capire quante persone potrebbero essere interessate dall'esito della vendita.
Che cos'è il Chapter 11?
È una procedura prevista dal diritto fallimentare statunitense. In questo caso Character.ai la usa per organizzare, sotto la supervisione di un tribunale, la vendita di tutti o quasi tutti i propri asset: beni e diritti che hanno valore economico. Avviarla non equivale a spegnere immediatamente il servizio.
La società attribuisce la decisione a difficoltà legali, regolamentari e operative, senza ridurre pubblicamente la crisi a una sola causa. Ha chiesto al tribunale l'autorizzazione a una serie di misure iniziali per proseguire, tra l'altro, il pagamento dei dipendenti e gli impegni verso gli utenti durante la procedura. Character.ai prevede che il processo di vendita e l'eventuale conclusione delle operazioni avvengano tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre 2026: è una previsione, non una data di chiusura già decisa per l'app.
Il punto decisivo è il tipo di proposta che arriverà. Un'offerta può attribuire un valore a un brevetto, a un software o ad altri diritti senza finanziare il funzionamento del servizio che gli utenti aprono ogni giorno. È la differenza fra comprare alcune attrezzature di un cinema e assumersi il compito di tenere aperta la sala. Character.ai dice esplicitamente di cercare una soluzione che consenta alla piattaforma di continuare; se non la troverà, prevede di dismetterla.
I 20 milioni di Disney comprerebbero diritti, non Character.ai
Disney Worldwide Services si è proposta come stalking horse bidder: l'offerente iniziale che fissa un riferimento per la gara, mentre altri soggetti possono presentare proposte più alte o migliori. I 20 milioni di dollari riguardano una licenza perpetua e non esclusiva su determinata proprietà intellettuale di Character.ai, oltre ad alcune pretese spettanti alla società. «Perpetua» indica che la licenza non ha una scadenza prefissata; «non esclusiva» significa che i diritti non sarebbero riservati soltanto a Disney. Il comunicato non elenca nel dettaglio, per il pubblico, ogni componente tecnologica inclusa.
Che cosa non si può dedurre dall'offerta
L'annuncio non dice che Disney abbia già comprato l'app, che gestirà le chat degli utenti o che i personaggi Disney arriveranno su Character.ai. La proposta resta soggetta alla gara e alle decisioni del tribunale. Una licenza su parte della proprietà intellettuale non coincide, da sola, con l'acquisto del servizio o dei dati personali.
L'intesa prevede anche servizi di transizione forniti da Disney con il contributo di ex dipendenti di Character.ai che ha assunto. Secondo la società, dovrebbero aiutare a far funzionare temporaneamente la piattaforma in sicurezza e a sostenere la vendita. È un elemento operativo importante, ma la sua durata limitata non equivale a un impegno permanente a gestire Character.ai.
La posizione di Disney si comprende meglio guardando alle settimane precedenti. Il 18 settembre 2026 Disney ha annunciato l'arrivo di Karandeep Anand, allora amministratore delegato di Character.ai, come responsabile tecnologico, con incarico dal 2 ottobre; ha inoltre indicato che alcuni membri del team tecnico lo avrebbero seguito. Questo mostra un interesse per competenze ed esperienza, ma non prova quale uso Disney farà dell'eventuale licenza.
Una grande platea di utenti non basta a garantire il servizio
Character.ai non è soltanto una finestra in cui digitare messaggi. Ogni conversazione richiede sistemi che generino risposte, infrastrutture che conservino e gestiscano informazioni e controlli di sicurezza. In un approfondimento pubblicato nel gennaio 2026, l'azienda e i suoi partner descrivevano il lavoro necessario per migliorare l'efficienza dei sistemi che producono le risposte. È un esempio del costo tecnico di mantenere un servizio su larga scala, non una dimostrazione che quella spesa abbia causato da sola il Chapter 11.
C'è poi la sicurezza delle conversazioni, particolarmente delicata quando un personaggio artificiale può sembrare un interlocutore reale. Nell'ottobre 2025 Character.ai annunciò la rimozione delle conversazioni aperte con i personaggi per gli utenti sotto i 18 anni, insieme a nuovi strumenti per verificare l'età. La società ha continuato a descrivere questo lavoro come una propria priorità nel settembre 2026. Sono scelte rilevanti per capire la complessità del prodotto; non autorizzano però ad attribuire a una singola misura l'esito finanziario dell'azienda.
La procedura rende visibile una distinzione spesso trascurata nell'intelligenza artificiale: popolarità, valore della tecnologia e sostenibilità di un'app sono tre cose diverse. Un possibile acquirente potrebbe desiderare alcuni diritti senza voler sostenere ogni giorno il servizio, la moderazione e il rapporto con la comunità. Non sappiamo ancora se qualcuno presenterà un'offerta che tenga insieme questi elementi.
Chat, abbonamenti e dati: cosa può fare chi usa Character.ai
Al 14 ottobre 2026 Character.ai afferma che la piattaforma resta accessibile, gli abbonamenti sono attivi e la fatturazione non è cambiata. Dice anche che le proprie pratiche di protezione dei dati rimangono invariate durante questa fase. Sono informazioni sul presente, non una promessa che chat e funzioni resteranno disponibili dopo la vendita: per questo ha senso distinguere ciò che è possibile fare ora da ciò che resta incerto.
Se vuoi conservare le informazioni del tuo account
- Richiedi l'esportazione sul sito: Profilo → Impostazioni del profilo → Account → Gestisci account e dati → Esporta dati. I nomi dei menu potrebbero apparire in inglese.
- Se usi l'app, apri Profilo → Impostazioni → Aspetti legali e privacy → Esporta dati.
- Controlla l'indirizzo email collegato all'account: Character.ai indica che l'elaborazione della richiesta può richiedere da tre a quattro settimane.
- Quando arriva l'email, scarica i dati entro sette giorni: secondo il centro assistenza, dopo quel termine il collegamento scade.
Questi passaggi sono indicati dal centro assistenza di Character.ai, che avverte dei tempi di attesa. Richiedere l'esportazione non significa poter trasferire automaticamente personaggi e conversazioni in un'altra app: ottenere una copia dei dati e ricreare altrove la stessa esperienza sono operazioni diverse. Per chi vive nell'Unione europea esistono anche diritti relativi all'accesso ai dati personali e, alle condizioni previste, alla loro portabilità, come spiega il Comitato europeo per la protezione dei dati.
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La domanda che la gara deve ancora risolvere
La proposta Disney attribuisce un prezzo ad alcuni diritti di Character.ai; la gara dovrà chiarire se qualcuno attribuisce un valore anche a mantenere aperto il luogo in cui milioni di persone hanno costruito le proprie storie. Fino all'esito previsto tra fine novembre e inizio dicembre, nessuno dei due risultati è garantito. Per chi ha conversazioni importanti sulla piattaforma, la decisione pratica non deve aspettare l'asta: chiedere oggi una copia dei dati evita di scoprirne il valore soltanto quando non sono più accessibili.


