Pentagono, l’AI si compra con video di cinque minuti: come funziona Tradewinds
Il marketplace accelera gli acquisti militari di AI, ma una presentazione breve non sostituisce verifiche e controlli.


Cinque minuti per presentare un prodotto di intelligenza artificiale; potenzialmente molto meno tempo di una gara tradizionale per arrivare a un accordo con il Pentagono. È la promessa di Tradewinds Solutions Marketplace, il sistema con cui l’ufficio statunitense per il digitale e l’AI nella difesa, il CDAO, raccoglie e valuta proposte tecnologiche. Come ha raccontato WIRED il 7 ottobre 2026, fra le aziende presenti figurano anche OpenAI, Anthropic e Google.
La novità non è che un video possa assegnare da solo un contratto: non può. Il suo ruolo è anticipare una parte della selezione, così che gli uffici pubblici possano individuare più rapidamente soluzioni considerate acquistabili. È una distinzione decisiva, soprattutto quando le tecnologie proposte potrebbero entrare nei processi di pianificazione e individuazione degli obiettivi militari.
Dal video alla possibilità di un contratto
Il percorso, descritto dal sito ufficiale di Tradewinds, parte da una presentazione video di cinque minuti. Le proposte vengono esaminate periodicamente da esperti; quelle valutate favorevolmente entrano nel marketplace come awardable, cioè idonee a essere prese in considerazione per un acquisto. Gli utenti governativi possono quindi consultarle e avviare il proprio iter di acquisizione. La valutazione del video non equivale né a una commessa garantita né alla certificazione che il prodotto funzioni in ogni scenario operativo.
Che cosa significa “post-competitive”
La soluzione ha superato una procedura di valutazione competitiva prevista dal marketplace. Questo può semplificare le fasi successive per un ufficio acquirente, ma non elimina la necessità di definire condizioni, costi, requisiti tecnici e responsabilità del singolo accordo.
Le dimensioni raggiunte dal programma sono notevoli. Nei dati pubblicati da Tradewinds con riferimento a giugno 2026 compaiono 4.064 soluzioni presentate, 1.399 considerate acquistabili, 186 attività governative partecipanti e 3,67 miliardi di dollari in contratti assegnati attraverso il marketplace. Sono dati cumulativi del programma: non indicano quanto sia stato speso specificamente per AI destinata all’individuazione degli obiettivi.
Perché il Pentagono guarda alla “kill chain”
Nel linguaggio militare, kill chain indica la sequenza di attività che porta dall’individuazione di un possibile obiettivo alla valutazione e all’eventuale impiego della forza. L’AI può essere proposta per esaminare informazioni, collegare dati o assistere gli operatori nelle decisioni. Aiutare a identificare un obiettivo non significa, di per sé, autorizzare una macchina ad attaccarlo autonomamente.
La direzione strategica è però esplicita. Nella strategia di accelerazione dell’AI annunciata il 12 gennaio 2026, il dipartimento della Difesa statunitense indica fra le priorità agenti AI per la gestione delle operazioni e il supporto alle decisioni, dalla pianificazione delle campagne fino all’esecuzione della kill chain. È il contesto che rende particolarmente delicata la scelta dei fornitori: più velocemente un sistema entra nel processo decisionale, più importanti diventano le prove sui suoi limiti.
I grandi nomi dell’AI e il significato delle cifre
La presenza di OpenAI, Anthropic e Google nel dibattito sugli acquisti militari non dipende soltanto dal marketplace. Nei documenti contrattuali del 16 giugno 2025, il dipartimento ha annunciato per OpenAI Public Sector un accordo per prototipi AI del valore di 200 milioni di dollari. Nei documenti del 14 luglio 2025 risultano accordi dello stesso valore per Anthropic e Google Public Sector. Si tratta di other transaction agreements, strumenti contrattuali flessibili usati, fra l’altro, per sviluppare prototipi.
Un valore contrattuale non è una spesa già sostenuta
I 200 milioni di dollari indicano il valore annunciato per ciascun accordo citato, non che l’intera somma sia stata erogata alla firma. Inoltre, la presenza delle aziende su Tradewinds non dimostra che quei singoli accordi siano stati assegnati grazie a una presentazione di cinque minuti.
Quest’ultimo punto resta aperto: secondo WIRED, un funzionario del dipartimento ha indicato Tradewinds tra gli strumenti usati nella strategia di acquisizione dell’AI, insieme ad altre analisi di mercato. Le tre aziende non hanno confermato che il marketplace sia stato impiegato per gli specifici accordi individuati dalla testata.
La prova più difficile: controllare ciò che si acquista
La rapidità degli other transaction agreements ha un prezzo potenziale in termini di visibilità. In un rapporto pubblicato nel settembre 2025, l’organo federale di controllo GAO ha rilevato che nel 2024 gli impegni del Pentagono per accordi di questo tipo destinati a prototipi superavano i 16 miliardi di dollari. Ha anche osservato che il dipartimento non disponeva di un monitoraggio sistematico sufficiente a stabilire quanti prototipi fossero poi sfociati in contratti di produzione ordinari. Il dato riguarda tutti i settori interessati da questi accordi, non soltanto l’AI.
Un’ulteriore testimonianza del GAO del marzo 2026 quantifica il problema della rendicontazione: 77,5 miliardi di dollari in accordi del dipartimento della Difesa risultavano segnalati su SAM.gov per gli anni fiscali 2021-2025, ma non su USAspending.gov. Non significa che quelle somme siano segrete o che riguardino Tradewinds; significa che ricostruire la spesa pubblica da un unico portale può dare un quadro incompleto.
Per l’AI impiegata vicino alle decisioni sull’uso della forza c’è poi una verifica diversa da quella contabile. Nel suo documento sui sistemi d’arma autonomi, il Comitato internazionale della Croce Rossa richiama l’importanza del giudizio umano per rispettare le regole del diritto internazionale umanitario. Un sistema di supporto al targeting non coincide necessariamente con un’arma autonoma, ma errori, indicazioni difficili da spiegare o un’eccessiva fiducia nelle risposte dell’AI rendono essenziale testare le prestazioni nelle condizioni reali d’uso.
Conclusione: velocizzare la scelta, non abbassare la soglia
Tradewinds affronta un problema concreto: trovare fornitori e valutare proposte tecnologiche prima che diventino obsolete. I suoi numeri mostrano che il modello dei video brevi è ormai parte significativa degli acquisti digitali della difesa statunitense. Ma il criterio per giudicarlo non può essere soltanto la velocità. Occorre poter verificare quali sistemi siano stati acquistati, come siano stati collaudati, quanto siano costati e dove resti la responsabilità umana. Una presentazione efficace può aprire la porta; non dovrebbe mai essere scambiata per la prova che un’AI sia pronta per la guerra.


