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Capcom prepara il RE Engine all’AI, ma la creatività resta umana

Il progetto REX punta ad automatizzare test e attività ripetitive senza delegare all’AI la direzione creativa.

Giulia Piretti
Giulia Piretti
3 ottobre 2026·5 min di lettura
Capcom prepara il RE Engine all’AI, ma la creatività resta umana
Foto di Igor Omilaev da Unsplash

Il futuro dei videogiochi secondo Capcom non è una fabbrica automatica capace di produrre personaggi, ambientazioni e storie premendo un pulsante. È piuttosto un ambiente di sviluppo nel quale l’intelligenza artificiale conosce gli strumenti interni dello studio, comprende il codice e aiuta migliaia di persone a gestire progetti sempre più grandi.

Durante la Capcom Open Conference RE: 2026, il programmatore Satoshi Ishida ha descritto l’evoluzione del progetto REX, destinato a trasformare gradualmente il RE Engine in quello che l’azienda definisce un motore per la generazione dell’AI. Come ricostruito da GameBiz e riportato da The Verge, l’obiettivo dichiarato è arrivare a un futuro nel quale sviluppatori e intelligenza artificiale possano lavorare insieme. La distinzione decisiva, tuttavia, riguarda ciò che l’AI dovrà fare: non sostituire l’autore, ma ridurre il peso delle operazioni tecniche e ripetitive.

Perché i grandi videogiochi hanno bisogno di nuovi strumenti

Un videogioco contemporaneo ad alto budget è un sistema composto da milioni di elementi: modelli tridimensionali, animazioni, effetti, suoni, interfacce, dialoghi, script, traduzioni e regole di gameplay. Ogni modifica deve essere elaborata, verificata su più configurazioni hardware e controllata per evitare che introduca errori altrove.

Secondo la presentazione raccontata da GameBiz, Capcom ha individuato tre pressioni principali: l’aumento delle dimensioni dei giochi, la crescita e la diversificazione dei team e la necessità di integrare l’AI nei flussi di lavoro. Anche un intervento apparentemente semplice può infatti richiedere lunghe attese prima di essere compilato, caricato e verificato.

Il problema non si risolve soltanto assumendo più persone. Nel suo Integrated Report 2025, Capcom dichiarava di avere 2.846 addetti allo sviluppo al 31 marzo 2025, il 24,6% in più rispetto ai 2.285 del 2021. Ma la stessa società riconosceva che la crescita delle piattaforme e della complessità tecnica stava allungando i tempi di produzione. Più professionisti significano maggiori capacità, ma anche più dati, strumenti, dipendenze e procedure da coordinare.

Che cos’è un motore di gioco

È l’infrastruttura software con cui uno studio costruisce, visualizza, prova e ottimizza un videogioco. Comprende strumenti per grafica, animazioni, fisica, audio, scripting, gestione dei dati e controllo qualità.

REX non sostituirà il RE Engine: lo trasformerà un pezzo alla volta

Il RE Engine è la piattaforma proprietaria utilizzata da Capcom per produzioni molto diverse, dall’horror fotorealistico ai giochi di combattimento. Nel rapporto ufficiale dedicato al motore, l’azienda spiega che rendering, editing, playtest e controllo qualità possono essere gestiti nello stesso ambiente. Circa 160 dei 200 ingegneri del dipartimento tecnologico di base risultavano impegnati direttamente nello sviluppo del motore.

REX, abbreviazione di RE neXt Engine, non è però un successore costruito da zero. Capcom ha scelto una migrazione progressiva: nuove componenti vengono aggiunte alla base esistente senza obbligare i team a interrompere i progetti o ricostruire tutti gli strumenti. È una strategia meno spettacolare di un cambio totale di piattaforma, ma molto più realistica per uno studio con numerosi titoli in produzione.

ComponenteFunzione previstaBeneficio per lo sviluppo
RE:DoxUniformare la gestione di differenti tipi di datiCaricamenti più rapidi e strutture più semplici da elaborare
RE:UIRinnovare le interfacce degli strumenti interniMeno blocchi, minore consumo di memoria e test più facili
RE:LogCentralizzare registri, errori e comunicazioniRicerca dei problemi più veloce e analisi automatizzabile
RE:FlowsTradurre flussi visuali in codice standardizzatoPrototipi accessibili anche ai designer e migliore collaborazione
RE:RuntimeGestire in modo più efficiente oggetti e processi in esecuzionePrestazioni migliori nelle scene più complesse
Le principali aree del progetto REX illustrate durante la Capcom Open Conference RE: 2026.

La standardizzazione è fondamentale anche per l’AI. Un assistente software è più efficace quando deve interpretare strutture coerenti, documentate e basate su linguaggi comuni. Uniformando codice, dati e strumenti, Capcom prepara quindi un ambiente nel quale un sistema intelligente potrà analizzare gli errori, proporre modifiche, generare porzioni tecniche di programma o eseguire controlli automatici.

Dove potrebbe intervenire davvero l’intelligenza artificiale

L’espressione “creare giochi insieme all’AI” può far pensare immediatamente alla generazione di immagini, dialoghi e modelli 3D. Il piano illustrato da Capcom indica invece un impiego più infrastrutturale. L’AI potrebbe leggere il codice del motore, individuare anomalie nei registri, preparare test e simulare sequenze di gioco per scoprire blocchi o comportamenti inattesi.

Un agente automatico potrebbe, per esempio, ripetere migliaia di volte un combattimento modificando equipaggiamento, posizione e azioni del personaggio. Non deciderebbe se lo scontro sia divertente, ma segnalerebbe situazioni statisticamente anomale: un nemico impossibile da colpire, un’animazione che non termina o una combinazione capace di mandare in crisi il sistema.

  • Analizzare automaticamente log e segnalazioni di errore
  • Generare test per verificare strumenti e componenti del motore
  • Assistere i programmatori nella scrittura del codice meno creativo
  • Eseguire sessioni di gioco automatizzate alla ricerca di bug
  • Ridurre i tempi necessari per documentazione e attività amministrative

È un approccio coerente con la posizione espressa da Capcom nei risultati finanziari pubblicati il 13 maggio 2026. L’azienda ha affermato che il nucleo creativo delle esperienze deve rimanere nelle mani degli esseri umani e che, nella fase attuale, l’AI generativa viene impiegata per aumentare l’efficienza delle operazioni di routine. Capcom ha inoltre precisato di aver iniziato a introdurla nelle diverse fasi della produzione, pur non essendo ancora in grado di quantificarne completamente i risultati.

La linea di confine tra assistenza e sostituzione

La promessa di affidare all’AI soltanto il lavoro ripetitivo è rassicurante, ma non elimina i dubbi. Le stesse tecnologie che oggi controllano un log possono domani essere usate per produrre bozze grafiche, animazioni o dialoghi. Inoltre, se l’automazione riduce il numero di professionisti junior necessari per le attività più semplici, gli studi rischiano di indebolire proprio il percorso attraverso cui si formano gli sviluppatori più esperti.

Il settore è già profondamente diviso. Il rapporto State of the Game Industry 2026 della GDC, basato sulle risposte di oltre 2.300 professionisti, rileva che il 36% utilizza strumenti di AI generativa sul lavoro. La quota scende al 30% tra chi opera negli studi di sviluppo e sale al 58% nelle funzioni editoriali, di supporto e marketing. Allo stesso tempo, il 52% degli intervistati considera negativo l’impatto dell’AI generativa sull’industria, contro il 30% dell’anno precedente.

I dati suggeriscono che adozione e consenso non sono sinonimi. Molti professionisti usano questi strumenti perché sono ormai integrati nei processi quotidiani, pur restando critici sui rischi per l’occupazione, la proprietà intellettuale e la qualità dei contenuti. Per Capcom, quindi, non sarà sufficiente dimostrare che REX funziona: serviranno regole comprensibili su dati di addestramento, supervisione umana, responsabilità degli errori e tutela delle competenze.

AI nel processo non significa necessariamente AI nel gioco

Un titolo può essere sviluppato con strumenti automatici per test, ricerca o documentazione senza includere immagini, dialoghi o modelli generati dall’AI nel prodotto distribuito ai giocatori.

Conclusione: l’AI più utile potrebbe essere quella che il giocatore non vede

La strategia di Capcom mostra una direzione più concreta rispetto alla promessa generica di creare interi videogiochi con l’intelligenza artificiale. REX nasce prima di tutto per rendere il motore più veloce, leggibile, verificabile e accessibile a team numerosi. L’AI arriva alla fine di questo processo, come possibile utilizzatrice di una piattaforma finalmente organizzata per essere interpretata anche dalle macchine.

Se il progetto avrà successo, il risultato più importante potrebbe non apparire direttamente sullo schermo. Potrebbe manifestarsi in cicli di sviluppo più brevi, meno tempo perso alla ricerca dei bug e maggiore libertà per designer, artisti e programmatori. La vera prova sarà capire se il tempo risparmiato verrà reinvestito nella qualità e nelle persone oppure utilizzato soltanto per produrre più contenuti con meno lavoratori. È su questa scelta, non sulla sola potenza tecnica dell’AI, che si misurerà il futuro immaginato da Capcom.

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