Banche contro crypto: la causa che minaccia le licenze di Coinbase e Ripple
Le community bank sfidano l’OCC e il suo modello di licenza federale per le società crypto.


Lo scontro tra banche tradizionali e industria delle criptovalute negli Stati Uniti è entrato in una nuova fase. Il 2 ottobre 2026 la Independent Community Bankers of America, associazione che rappresenta migliaia di banche locali, ha citato in giudizio l’Office of the Comptroller of the Currency, il regolatore federale noto come OCC.
L’obiettivo non è soltanto contestare una singola autorizzazione. La causa mette in discussione l’intero percorso normativo utilizzato dall’OCC per concedere licenze da national trust bank a società attive nella custodia di criptovalute, nelle stablecoin e nelle infrastrutture finanziarie digitali. Una vittoria delle piccole banche potrebbe quindi avere conseguenze per Coinbase, Ripple, Circle, Paxos, BitGo, Fidelity Digital Assets e World Liberty Financial.
La causa non ha ancora annullato le licenze
Il ricorso chiede al tribunale di cancellare la regola dell’OCC, una precedente interpretazione normativa e l’approvazione concessa a Protego. Le autorizzazioni di Coinbase, Ripple e World Liberty non sono state automaticamente revocate.
Cosa contestano le piccole banche americane
La denuncia depositata presso il tribunale federale del District of Columbia contesta tre atti: la regola sul rilascio delle licenze pubblicata il 2 marzo 2026, la Interpretive Letter 1176 del 2021 e l’approvazione condizionata della società di servizi crypto Protego.
Secondo ICBA, il National Bank Act consentirebbe all’OCC di autorizzare trust bank senza raccolta di depositi soltanto quando queste svolgono attività prevalentemente fiduciarie. Il regolatore avrebbe invece ampliato il concetto di trust company, includendo servizi non fiduciari come custodia, compravendita, prestito e amministrazione di asset digitali.
Nel ricorso l’associazione sostiene che, durante l’amministrazione Trump, l’OCC abbia approvato o approvato in via condizionata 21 trust bank, almeno 13 delle quali legate al settore crypto. Si tratta di numeri presentati dalla parte ricorrente e non ancora verificati o accolti dal tribunale.
Il Congresso non ha creato la licenza nazionale per le trust bank come una porta laterale verso il sistema bancario per le società crypto.
Nel comunicato ufficiale sulla causa, ICBA afferma che le società crypto otterrebbero la credibilità e la portata nazionale di una licenza federale senza essere sottoposte all’intero insieme di obblighi applicabili alle banche commerciali assicurate: copertura FDIC sui depositi, Community Reinvestment Act, vigilanza consolidata e specifici requisiti prudenziali.
La questione richiede però una precisazione. Queste trust bank non operano necessariamente in assenza di vincoli patrimoniali: l’OCC può imporre condizioni personalizzate. Per esempio, la decisione relativa a Coinbase richiede almeno 60 milioni di dollari di capitale Tier 1 e una quota significativa di attività liquide. Il punto sollevato da ICBA è che il quadro non sarebbe equivalente a quello di una banca depositaria tradizionale.
Cos’è davvero una national trust bank
Una national trust bank non è automaticamente una banca commerciale con conti correnti, carte, sportelli e prestiti al pubblico. È un istituto specializzato, autorizzato e vigilato dall’OCC, che può occuparsi soprattutto di custodia, amministrazione e gestione fiduciaria di beni.
La regola entrata in vigore il 1° aprile 2026 ha sostituito nella normativa il riferimento alle sole attività fiduciarie con la formula più ampia “operazioni di una trust company e attività correlate”. Per l’OCC si tratta di un chiarimento di poteri esistenti; per ICBA è un’espansione illegittima delle competenze del regolatore.
| Aspetto | Banca commerciale assicurata | Crypto national trust bank |
|---|---|---|
| Depositi retail | Generalmente sì | Generalmente no per gli istituti coinvolti |
| Assicurazione FDIC | Sì, entro i limiti previsti | No sui crypto-asset e sulle stablecoin |
| Community Reinvestment Act | Applicabile | Non applicabile se l’istituto non è assicurato FDIC |
| Attività principali | Depositi, pagamenti e credito | Custodia, servizi fiduciari, asset digitali e stablecoin autorizzate |
| Vigilanza | Regolatori bancari federali e altri organismi competenti | OCC, con condizioni specifiche per licenza e attività |
Una licenza federale non assicura le criptovalute
La presenza della parola “bank” nella denominazione non significa che bitcoin, stablecoin o altri asset custoditi siano coperti dall’assicurazione federale sui depositi. Anche il GENIUS Act vieta di presentare le payment stablecoin come depositi assicurati FDIC.
Coinbase, Ripple e World Liberty: cosa prevedono le autorizzazioni
Ripple ha ottenuto un’approvazione preliminare il 12 dicembre 2025. Secondo la decisione dell’OCC, Ripple National Trust Bank dovrebbe amministrare parte delle riserve della stablecoin RLUSD e offrire custodia di criptovalute a clienti istituzionali. Nello stesso giorno il regolatore ha annunciato cinque approvazioni condizionate riguardanti anche Circle, BitGo, Fidelity Digital Assets e Paxos.
Coinbase ha ricevuto l’approvazione preliminare il 2 aprile 2026. Il progetto prevede di trasferire progressivamente alla nuova entità federale le attività di custodia oggi svolte dalla società fiduciaria autorizzata nello Stato di New York. Coinbase ha precisato nel proprio annuncio ufficiale che non intende diventare una banca commerciale, raccogliere depositi retail o svolgere attività bancaria a riserva frazionaria.
La licenza permetterebbe tuttavia alla società di offrire una cornice federale uniforme alla custodia istituzionale e di collegare i clienti a servizi delle affiliate, tra cui staking, trading e finanziamento. La trust bank non erogherebbe direttamente tutti questi prodotti, ma potrebbe facilitarne l’accesso per gli asset custoditi.
Il caso politicamente più delicato è World Liberty Trust Company, che ha ricevuto l’approvazione preliminare il 14 agosto 2026. L’istituto intende assumere da BitGo l’emissione, il rimborso e la gestione delle riserve di USD1, la stablecoin collegata a World Liberty Financial, oltre a offrire custodia istituzionale.
Lo stesso documento dell’OCC riconosce proprietari indiretti comuni tra la futura banca e World Liberty Financial e riporta le obiezioni relative ai legami con il presidente Donald Trump, la sua famiglia, la famiglia Witkoff e investitori degli Emirati Arabi Uniti. Il regolatore ha risposto che la domanda è stata valutata da personale di carriera, secondo le procedure ordinarie, e ha ottenuto impegni di passività da alcuni investitori, destinati a limitarne l’influenza sulla banca.
Anche in questo caso l’approvazione è soltanto preliminare: World Liberty Trust Company non può iniziare l’attività finché non avrà soddisfatto i requisiti patrimoniali, organizzativi, tecnologici e antiriciclaggio e superato l’esame pre-apertura dell’OCC.
Innovazione regolata o arbitraggio normativo?
Dietro la controversia giuridica emergono due visioni opposte del futuro della finanza americana. Le community bank temono che le piattaforme crypto possano competere a livello nazionale sostenendo costi normativi inferiori, sottraendo attività, clienti e fonti di finanziamento agli istituti locali.
L’OCC sostiene invece che l’ingresso di nuovi operatori sotto vigilanza federale renda i rischi più visibili e gestibili. Nell’agosto 2026 il regolatore ha comunicato di avere ricevuto 40 domande per nuovi istituti in 18 mesi. Il Comptroller Jonathan Gould ha successivamente precisato che 23 di queste 40 domande includevano attività con asset digitali.
Il fenomeno coinvolge peraltro un settore fiduciario già enorme. Nei documenti relativi a World Liberty, l’OCC indica che al 31 marzo 2026 le national trust bank non assicurate sotto la sua vigilanza amministravano 7.200 miliardi di dollari, dei quali 1.700 miliardi in conti di custodia e conservazione.
È un chiaro tentativo di opporsi alle licenze nazionali, all’innovazione nei pagamenti e alla concorrenza nei servizi finanziari.
Il settore crypto ha quindi respinto le accuse. Come riportato da Cointelegraph, il Crypto Council for Innovation considera la causa un tentativo di frenare la concorrenza. La tesi dell’industria è che un’unica licenza federale consenta più controlli e maggiore uniformità rispetto a un mosaico di autorizzazioni statali.
Cosa può succedere adesso
I passaggi decisivi della battaglia legale
- L’OCC dovrà depositare la propria risposta formale davanti al tribunale federale.
- Il giudice dovrà stabilire se ICBA ha titolo per contestare la regola e le approvazioni.
- Potrebbe essere richiesta la sospensione temporanea della regola durante il processo.
- Associazioni crypto, gruppi bancari e organizzazioni dei consumatori potrebbero intervenire come amici della corte.
- Un eventuale annullamento potrebbe imporre all’OCC di riesaminare le autorizzazioni fondate sul quadro contestato.
Il ricorso prende direttamente di mira Protego, non chiede espressamente al giudice di cancellare una per una le licenze di Coinbase, Ripple o World Liberty. Se però il tribunale dovesse annullare la regola del 2026 e la Interpretive Letter 1176, il fondamento giuridico utilizzato dall’OCC per numerose autorizzazioni potrebbe indebolirsi.
Le conseguenze dipenderanno dalla portata della decisione: il giudice potrebbe limitarsi al caso Protego, bloccare nuove autorizzazioni oppure imporre una revisione più ampia. Nel frattempo le approvazioni condizionate restano valide, ma le società interessate devono ancora completare i requisiti necessari per aprire e operare.
Una causa che definirà il confine tra banche e piattaforme crypto
La controversia non riguarda soltanto la terminologia utilizzata nelle licenze bancarie. Il tribunale dovrà decidere se un regolatore possa adattare una legge risalente a oltre un secolo fa a infrastrutture come custodia blockchain e stablecoin, oppure se una trasformazione di questa portata richieda un mandato più esplicito del Congresso.
Per gli utenti, la lezione immediata è distinguere tra vigilanza federale e protezione dei depositi. Una società crypto autorizzata come national trust bank può essere sottoposta a controlli, capitale minimo, procedure antiriciclaggio e verifiche dell’OCC senza offrire le stesse garanzie di un conto bancario assicurato. È proprio in questo spazio, tra innovazione sorvegliata e presunto arbitraggio regolamentare, che si deciderà una parte importante del futuro finanziario degli Stati Uniti.


